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S. Rocco di Pedemonte - Serra Riccò (Genova)
L’ultimo esponente della tradizione campanaria a corde a San Rocco, ed anche uno dei pochi ad unire a quest’arte lo studio di uno strumento musicale, è stato Giorgio Parodi.
Classe 1938, aveva iniziato ad 8 anni imitando i campanari locali (che in parrocchia avevano a disposizione 4 e poi 5 campane), suonando le 5 campane di San Rocco stando seduto su una sedia, e prendendo lezioni di pianoforte negli anni ’50 da Paola De Negri.

La sua fama di provetto suonatore non tardò a farlo apprezzare dal parroco, don Vigo, che gli consentiva di suonare tutto il repertorio ed anche al di fuori delle funzioni liturgiche. Esso era, come da prassi, misto: sacro, profano, opera, inni militari, canzoni popolari si alternavano col puro scopo di esaltare al massimo le possibilità foniche di questo strumento musicale a tutti gli effetti.
E a quanto pare la maestria di Giorgio Parodi era indiscussa e universalmente nota.

Il giorno della festa di San Rocco, il 16 Agosto, dal momento che la prima messa era alle 6 del mattino, il suono “d’allegria” aveva inizio come da tradizione un’ora prima, alle 5. La gioia della festa la si esprimeva col suono delle campane, e l’intero paese partecipava di questa gioia con l’ascolto delle melodie che venivano diffuse per questo lembo di valle. Anche perché era una gioia “umana”, prodotta da uomini che, come qualcuno ancora ricorda, le campane “le facevano parlare”.
Lo venivano a trovare per la festa di San Rocco il campanaro di Borzoli ed un altro proveniente da Coronata, “o Ninni di Baggelli”: da quest’ultimo prese spunto per iniziare a suonare, prima con 5 e poi con 6 campane, non più seduto su una sedia ma in piedi. Altri aiutanti erano “o Cicci de Banchi”, l’addetto alla campana maggiore, mentre prima la “Carmelin-na” e poi “Gustin” erano, in parrocchia, gli addetti al suono quotidiano dell’Ave Maria al mattino e alla sera e dell’Angelus di mezzogiorno. Armando “Monea” Pedemonte (1905) era l’addetto ai “bomboin” per la festa patronale di San Rocco o per la festa di Sant’Antonio.

Durante il suo soggiorno a Bolzaneto, durato dal 1953 sino al 1969, si recava a suonare, sempre e rigorosamente con le corde, nella chiesa vecchia di N.S. della Neve, oggi non più esistente.
“In piedi si suona meglio che da seduti”, dichiara, con l’avvertenza tecnica che, quando si suona in piedi, le corde delle campane maggiori vanno suonate “col tacco”.
Giorgio Parodi ama sottolineare che “con le corde si suona meglio che con la tastiera”, anche se, proprio dopo essere passato a suonare con la tastiera, su consiglio del campanaro di Murta, Salvatore “Sarvin” Carrossino, smise di suonare nel 1986 per motivi di salute.
Campanili Liguria Genova
Occasioni per concerti di campane:
- Sant'Antonio (domenica dopo il 17 Gennaio);
- San Rocco (16 Agosto)
Alcuni brani da ascoltare
TitoloGenereData di registrazioneCampanaro
1. Suonata I
Balli31/03/2007Riccardo Frio1954
2. Suonata II
Balli31/03/2007Riccardo Frio1954
3. Suonata III
Balli31/03/2007Riccardo Frio1954
Concerto di 8 campane in sol bemolle:

1^: CHRISTO DEO AETERNO REGI
GLORIA LAUS ET HONOR
A.D. 1905 – RIFUSA 1976
DITTA MAZZOLA ROBERTO
VALDUGGIA – VERCELLI

2^: COELORUM DOMINE
CORDE CANAMUS AVE
Fratelli Picasso
Avegno – Recco 1905

3^: DUM PULSO DIRA HINC
PROCUL ABIT HIEMS
Fratelli Picasso
Avegno – P. Recco 1905

4^: AVE ROCHE ARIE
LUEM PROPITIATUS POPULO
Fratelli Picasso
Avegno – P. Recco 1905

5^: Fratelli Picasso
Avegno – P. Recco 1905

6^: Ditta Mazzola Roberto
Valduggia Vercelli 1976

7^: SANCTI ANTONI DEFENDE NOS
A.D. 1976

8^: JACOBI APOSTOLI MEMORIA
A.D. 1976

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